Se c’è un ingrediente che da solo vale il viaggio tra le curve della provincia ferrarese, quello è il diamante nero della terra. A Sant’Agostino, operoso comune oggi parte del territorio di Terre del Reno, il pregiato fungo ipogeo riceve i pieni onori militari della cucina in ben due momenti distinti dell’anno: la storica Sagra del Tartufo di fine estate, che tradizionalmente infiamma la prima e seconda settimana di settembre, e la sua irresistibile replica autunnale che scalda i fine settimana di novembre. Qui siamo in una delle pochissime, esclusive patrie del tartufo in pianura, tanto che il comune è fieramente membro dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo fin dal 2009, grazie alla straordinaria vocazione del vicino e secolare Bosco Panfilia.
La filosofia dell’evento, orchestrato con passione dagli Amici del Territorio della Comunità di Sant’Agostino, è quella delle grandi occasioni dove la sostanza spazza via ogni inutile fronzolo gourmet. Dimenticate le porzioni microscopiche da ristorante stellato e i camerieri in livrea: qui il tartufo si gratta generosamente su piatti della tradizione all’interno del mitico e gigantesco Ristorante Tenda allestito presso il Campo Sportivo Renato Caselli in Viale Europa. Una struttura coperta e agibile anche in caso di tempeste monsoniche, capace di ospitare centinaia di buongustai pronti a far sfrigolare le forchette.
L’atmosfera è quella verace e ruspante delle sagre di una volta, dove l’odore del bosco si fonde con la convivialità tipica delle tavolate emiliane. Un servizio da asporto? Nemmeno a parlarne, il tartufo va goduto caldo, sul posto, mentre si fa girare la ruota dei vini della casa e si chiacchiera con i vicini di panca. Se avete avuto la fortuna di accaparrarvi un tavolo per assaporare queste prelibatezze e volete dirci se il profumo del tartufo locale vi ha mandato in estasi, lasciate una valutazione della sagra con le stelline nelle recensioni!

