Nel cuore verdeggiante e bitorzoluto dell’Umbria, dove il Tevere disegna anse pigre e i boschi si tingono di quell’ocra tipico di ottobre, c’è un piccolo borgo che ogni anno decide di celebrare il frutto più democratico del sottobosco: la castagna. A Morre, frazione di Baschi in provincia di Terni[cite: 5], va in scena la cinquantaduesima edizione[cite: 5] della storica Sagra della Castagna, un evento che non ha alcuna intenzione di cedere alle lusinghe della cucina molecolare o dei frutti di bosco surgelati in Islanda.
Qui, a 165 metri sul livello del mare in una terra che profuma di storia etrusca e romana, la faccenda si prende con la giusta dose di gravità e tanta brace. Il programma della manifestazione, organizzata con piglio eroico dalla Comunanza Agraria di Morre e Morruzze insieme al Circolo A.N.S.P.I. e alla Pro Loco di Baschi[cite: 5], trasforma le piazze del paese in un rifugio per stomaci forti e cercatori di convivialità. Tra una camminata trekking nel castagneto e un torneo di briscola a coppie che rischia di incrinare amicizie decennali, il vero carburante sociale restano le profumate caldarroste, annaffiate generosamente da buon vino locale e mosto che scorre a fiumi[cite: 5].
Passeggiando tra i vicoli del paese non mancano le bancarelle della fiera mercato e una ricca esposizione di dolci rigorosamente a base di castagne, perfetti per ricordarci che l’autunno non è solo depressione climatica ma un’ottima scusa per alzare il tasso glicemico[cite: 5]. Niente grattacieli di cristallo o mise en place sofisticate: qui si mangia in piedi o su panche traballanti, rispettando in pieno lo spirito delle sagre descritte nel manifesto, dove la pancia piena e il cuore contento valgono molto più di una stella Michelin.
Se avete fatto scorta di castagne, vinto il torneo di briscola o rischiato il blocco digestivo a suon di mosto, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

