Nel cuore delle colline umbre, laddove il Trasimeno fa l’occhiolino alla Val di Chiana, c’è un borgo che per dieci giorni decide di abbandonare ogni contegno per dedicarsi anima e corpo al frutto più spinoso e delizioso dell’autunno. A Piegaro scatta l’ora x per la Sagra della Castagna e dei Prodotti Tipici, un’istituzione arrivata a spegnere ben trentotto candeline di pura resistenza gastronomica e convivialità paesana.
Il centro storico di questo caratteristico paese, famoso fin dal Medioevo per l’arte mastro vetraia, si trasforma nel regno incontrastato dei sapori d’autunno. Dimenticatevi le tartine eleganti e i calici da degustazione snob: tra i vicoli di pietra di Piegaro l’aria si riempie del fumo sacro delle caldarroste arrostite sulle braci gigantesche e del profumo avvolgente dei prodotti tipici locali. Si mangia sia a pranzo che a cena, garantendo una scorpacciata continuativa a chiunque decida di sfidare le salite del borgo con le scarpe comode.
La festa è un concentrato di vita paesana: musica dal vivo per scatenarsi nelle piazzette, stand gastronomici presidiati dalle instancabili cuoche del posto e intrattenimento per tutte le età. Non mancano ovviamente i chioschi delle golosità e i calici di vino rosso dell’Umbria pronti a scaldare gli animi contro i primi spifferi d’ottobre. Una vera festa di comunità organizzata dal Circolo AICS Piegaro dove l’accoglienza è calda e le porzioni sono pensate per chi non ha paura di fare il bis.
Se avete sfidato le caldarroste bollenti scottandovi puntualmente le dita e vi siete goduti l’atmosfera festosa tra le vie di Piegaro, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

