Se pensate che l’aglio sia solo quel fastidioso bulbo capace di silurare le vostre ambizioni sentimentali per le successive 48 ore, non avete mai incrociato la strada dell’aglione della Valdichiana. Questo gigante buono dell’orto, privo di allicina e quindi miracolosamente digeribile (salva-alito per davvero), diventa il monarca indiscusso a Sinalunga (SI) durante la quarta settimana di luglio. La manifestazione Aglionexpo trasforma Piazza Garibaldi nel quartier generale di un festival culinario e culturale che celebra questo prodotto autoctono toscano, strappato all’estinzione grazie all’ostinazione dei produttori locali.
Dimenticate le sagre dove tutto sa di fritto indistinto: qui si fa sul serio. Il protagonista assoluto delle tavolate è il picio all’aglione, un monumento della cucina povera senese dove lo spessore della pasta fresca incontra una salsa di pomodoro ricca, vellutata e generosamente profumata. Ma la versatilità di questo bulbo XXL si spinge ben oltre, contaminando menù elaborati in collaborazione con i ristoratori della zona, dimostrando che si può fare alta cucina anche partendo da una radice sotterranea.
Il borgo si riempie di mercati di produttori, dimostrazioni culinarie e persino rievocazioni storiche che ricordano la Battaglia di Scannagallo, combattuta proprio in queste terre nel 1554. Tra convegni sulle nuove tecnologie agricole e l’economia della DOP, c’è spazio anche per la solidarietà, con cene di gala i cui proventi sostengono le case-famiglia del territorio, e per il folklore più scanzonato, che include tour su vecchie Vespa e storiche Fiat 500.
Se avete avuto modo di testare la reale delicatezza di questo bulbo o se il vostro alito è sopravvissuto indenne ai pici, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della sagra!

