Se pensate che l’autunno sui Monti Prenestini sia solo una bella scusa per un’escursione malinconica tra i boschi, vi sbagliate di grosso, perché quando a Rocca di Cave si accendono i braceri per la Sagra del Marrone, il paese si trasforma in un tempio ad alto tasso di goliardia e colesterolo buono.
Arroccato a circa un chilometro di altitudine, dove l’aria è fina e la fame si fa sentire subito raddoppiata, questo antico borgo medievale domina la campagna romana offrendo un panorama mozzafiato che spazia fino al mare, ma diciamolo chiaramente: qui ci si arrampica in salita e si parcheggia con il freno a mano tirato al limite prima di tutto per cacciare il posto a sedere e conquistare un piatto fumante di polenta e un cartoccio di caldarroste scoppiettanti.
La festa si svolge a Rocca di Cave, in provincia di Roma, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, trasformando le vie del centro in un percorso di pura sostanza gastronomica dove le cianfrusaglie dell’artigianato locale convivono felicemente con i panini vari e le specialità del territorio distribuite negli stand aperti fin da pranzo.
Tra una rullata di tamburo di musica popolare e qualche stornello intonato a mezza voce dopo il secondo bicchiere di vino rosso, la vera magia si compie quando la comunità locale si stringe attorno al suo frutto simbolo, sfidando i primi freddi con un entusiasmo contagioso che profuma di legna arsa e genuinità contadina d’altri tempi.
Se avete sfidato le pendenze del borgo e vi siete scaldate le mani con un cartoccio di marroni bollenti, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

