Nelle terre che circondano il bacino vulcanico del Sabatino, dove il castello Odescalchi domina sornione il paesaggio e il vento di collina porta l’odore di bosco e legna arsa, Bracciano si trasforma nell’epicentro laziale della caccia al micelio. Presso la centrale Piazza IV Novembre va in scena la Sagra del Fungo, un appuntamento che celebra la veracissima cucina buona dei Monticiani e dove l’autunno si affronta a colpi di forchetta e bicchieri di vino verace.
Tra gli stand gastronomici allestiti nel cuore del paese, il profumo delle padelle roventi si sente da ben prima di raggiungere la piazza. Qui i funghi trifolati finiscono dritti a condire generose matassine di pasta fresca e fumante, sfidando le papille gustative degli avventori tra porcini d’ordinanza e cappelle dorate. L’evento occupa l’ultimo fine settimana di settembre e il primo di ottobre, offrendo l’opportunità di cenare il sabato sera o di concedersi un pranzo luculliano la domenica, in pieno spirito di convivialità rurale.
Tra i tavoli disposti all’aperto, il baccano tipico delle sagre di paese si fonde con le risate di chi cerca un posto a sedere conquistandolo con la grazia di un cinghiale della Maremma laziale. Niente fronzoli da guida Michelin: a Bracciano contano la sostanza dei piatti, la croccantezza del pane per fare la scarpetta nel sugo ai funghi e l’immancabile brocca di vino rosso per brindare in spensieratezza.
Se vi siete goduti un bel piatto di pasta ai funghi preparato dalla cucina dei Monticiani e avete brindato all’ombra del castello, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

