Se pensavate che il calzone fosse una roba da rosticceria di periferia o da divorare al volo sul divano, ad Affile vi spiegheranno con le buone e con le cattive come ci si abbuffa da queste parti. Nel cuore della Valle dell’Aniene va in scena una tradizione contadina che non concede appelli: il fallone. Niente a che vedere con improprie storpiature o doppi sensi da bar di paese: parliamo dell’antico rustico sfornato tradizionalmente con farina di mais ed erbe selvatiche di campo, inventato dalle massaie locali per non sprecare un solo grammo di pasta del pane.
Siamo nella quarta settimana di ottobre e il borgo si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia d’altri tempi per la Sagra del Fallone & Palio delle Contrade. Tra il profumo irresistibile del pane appena sfornato e le sagome delle antiche contrade cittadine, l’atmosfera oscilla sapientemente tra la rievocazione storica medievale e la goliardia allo stato puro. Qui la devozione per il carboidrato si fonde con l’orgoglio araldico, regalandoci cortei in costume, sbandieratori e tenzoni dove la competizione per il palio è una faccenda maledettamente seria.
Dall’immancabile banchetto conviviale del sabato al pranzo domenicale, la proposta enogastronomica gestita dai volontari della Pro Loco di Affile e del ristorante Il Boschetto non fa sconti. Tra un assaggio di fallone ripieno con verdura e salsiccia di maiale nero, una porzione di polenta con sugo di spuntature e perfino una spolverata di fallone sbriciolato sopra i broccoletti impanati, le calorie accumulate vi serviranno tutte per affrontare le ripide salite del centro storico. D’altronde, tra un bicchiere di vino locale e una battuta con i vicini di panca, alla vera sagra si arriva sempre col fiato corto e si torna a casa con il freno a mano tirato.
Se avete tifato fino all’ultimo respiro durante la Disfida delle Contrade e vi siete sgrassati il palato con un bel pezzo di fallone ben caldo, lasciateci una valutazione della sagra!

