Diciamolo con la massima franchezza: la solenne promessa di iniziare la dieta di lunedì è la più grande bugia dell’era moderna, una pia illusione destinata a schiantarsi miseramente di fronte alla sacra arte della tavola. I piaceri veraci della cucina non aspettano certo i burocrati delle calorie, soprattutto quando la gola chiama a gran voce nel quartiere di Fonte Meravigliosa a Roma, più precisamente nell’ex Area Cani di via Tommaso Arcidiacono.
Il viaggio prende il via nella seconda settimana di ottobre con l’apoteosi del cosiddetto street food nostrano, ovvero la Sagra della Porchetta e del Cacio Fritto. Qui le temperature dell’autunno romano che comincia a rinfrescare trovano il loro antidoto perfetto: non c’è dietologo che tenga di fronte a un panino imbottito di tronchetto croccante o davanti alle mattonelle di formaggio dorato e filante fritte al momento, pronte a colare su dita e camicie senza alcuna pietà.
Gli stand gastronomici aprono i battenti rigorosamente a cena il venerdì e il sabato, mentre la domenica si fa doppietta partendo già da pranzo per proseguire fino a tarda sera. L’atmosfera è quella verace e informale dei quartieri della Capitale, dove la fame si misura in etti e la convivialità si trova spontaneamente tra i banchi dell’area festiva, senza troppi fronzoli gourmet o stucchevoli etichette da ristorante stellato.
Che siate giunti fin qui per la crosta scoppiettante della maialina o per cedere alla tentazione del colesterolo fritto su panca di legno, il rimedio migliore al logorio della vita moderna resta sempre lo stesso: un bel cartoccio unto e un bicchiere di quello buono da mandar giù in compagnia.
Se vi siete unti per bene i baffi con una fetta di porchetta o avete fatto filare il cacio come si deve, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

