Se cercate quelle porzioni microscopiche disposte geometricamente su piatti quadrati, avete decisamente sbagliato coordinate geografiche. A Gerano la fame si combatte a colpi di carboidrati e tradizione verace. La Sagra degli Strozzapreti rimette al centro del mondo culinario laziale una pasta che non ha bisogno di presentazioni, preparata con quel vigore che solo le brigate dei borghi sanno metterci. La cornice è quella di Gerano, Roma, precisamente nello splendido spazio verde del Prato di S. Anatolia, dove ci si raduna non per fare sfoggio di etichette social, ma per godersi la sostanza della cucina di una volta.
La festa si consuma interamente nella quarta settimana di luglio, offrendo il pretesto perfetto per abbandonare l’afa soffocante della capitale e cercare rifugio tra le alture dei Monti Simbruini. L’atmosfera rispetta in pieno i sacri crismi delle feste di paese: lunghe tavolate, fumo che sale dalla brace degli arrosticini di pecora e una sana confusione dove chi sta alla cassa litiga bonariamente coi conti e chi serve si fa perdonare con un goccio di vino in più. Per i più piccoli (e per chi non teme il ridicolo), la domenica si trasforma in un parco acquatico all’aperto con tanto di schiuma party, mentre la sera la piazza si scalda a suon di musica dal vivo per cantare a squarciagola i grandi classici. Nota di merito assoluta: hanno pensato anche a uno speciale menu per celiaci, così nessuno resta a guardare.
Siamo davanti a un evento dove si parcheggia tirando bene il freno a mano e si torna a casa con le scarpe impolverate ma il cuore decisamente contento. Se avete la fortuna di affondare la forchetta in questi strozzapreti e volete dirci se la cottura ha superato l’esame della nonna, lasciate una valutazione della sagra!

