Nel cuore dei Monti Lepini, laddove il Lazio si fa roccioso e le strade iniziano a richiedere un uso sapiente del freno a mano, c’è un borgo pronto a celebrare la sesta decade di devozione al frutto autunnale per eccellenza. A Montelanico scatta l’ora per la Sagra della Castagna, un traguardo impressionante giunto alla sua sessantaquattresima edizione che trasforma il paese in un tempio a cielo aperto della caldarrosta.
Il centro storico di questo grazioso paese della provincia romana si riempie del profumo avvolgente dei bracieri e del vocio festoso della comunità. Qui la festa si vive senza fretta per ben tre settimane tra la seconda e la terza decade di ottobre: cinque giornate intense in cui la cucina locale, la musica dal vivo e l’accoglienza paesana promettono di scaldare gli animi contro i primi primi spifferi autunnali. Sebbene i programmi definitivi facciano sempre un po’ di melina prima di essere svelati, la certezza risiede nelle tavolate conviviali e nei bicchieri di rosso che scorrono generosi.
I visitatori abituali lo sanno bene: tra le viuzze in pietra di Montelanico la nostalgia si mescola con l’allegria, tanto che l’assenza di qualche storico personaggio del paese viene puntualmente compensata dal calore dei volontari dell’Associazione Pro Loco di Montelanico. Sia a pranzo che a cena, si viene per stare insieme, passeggiare tra i vicoli con il cartoccio bollente in mano e godersi quel clima genuino d’altri tempi che le città si sono ormai dimenticate.
Se avete fatto un salto a Montelanico, sfidato il calore delle caldarroste arrostite sul momento e brindato in compagnia tra le strade del borgo, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

