Nel reatino, dove le montagne incontrano la memoria di San Francesco, Poggio Bustone manda a monte ogni velleità d’ascetismo per consacrarsi al culto supremo del maiale arrostito. La celebre Sagra della Porchetta trasforma il paese in un tempio a cielo aperto per stomaci forti e devoti della crosta croccante, dove il profumo di finocchietto selvatico e pepe nero spazza via ogni vanità terrena.
Il borgo, incastonato sulle pendici del Monte Terminillo e celebre per il suo santuario e per aver dato i natali a Lucio Battisti, spalanca le sue porte per un fine settimana a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Presso Viale Duprè Theseider le tavolate si riempiono a cena per accogliere orde di buongustai pronte a colonizzare ogni panca libera. Tra un calice di rosso locale e una fetta di maiale sapientemente speziato, il ritmo della festa è quello genuino e chiassoso delle grandi ricorrenze di paese.
La tradizione della norcineria poiana non ammette repliche né concessioni alle mode passeggere: qui la porchetta è una cosa seria, preparata secondo canoni antichi che esaltano la morbidezza della carne e la fragranza inimitabile della cotenna. Tra una chiacchiera al bancone e una camminata sui saliscendi del borgo, l’atmosfera si conferma verace, informale e felicemente priva di fronzoli, proprio come richiede il sacro codice delle feste popolari.
Se avete avuto il coraggio di affrontare le fila per addentare un panino con la porchetta a Poggio Bustone e vi sono rimaste le dita unte di gloria, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

