Se credete che l’unico modo per schiacciare le uova e il pangrattato sia litigare con lo schiacciapatate di ghisa di vostra nonna alle dodici di una domenica qualunque, in Romagna vi dimostrano che l’operazione può diventare un rito collettivo di proporzioni epiche. Nel cuore della pianura ravennate, a Savio di Cervia, la Pro Loco paesana torna ad accendere i fuochi per la celeberrima Sagra del Passatello, un’autentica dichiarazione d’amore alla sfoglia e alla tradizione culinaria locale.
Nelle prime tre settimane del mese, la frazione si trasforma nel quartier generale dell’azdora verace. Qui non si fa troppa filosofia da salotto gourmet né si usano le pinzette da impiattamento: sotto le campane del PalaSavio ci si ritrova tutti insieme a gomiti stretti lungo le classiche panche di legno. L’atmosfera è quella imbattibile delle vere feste di una volta, con la cucina che lavora a ritmo continuo per servire una montagna di fili dorati sia a cena per tutta la settimana che per i solenni pranzi della domenica, quando il ristorante apre i battenti a mezzogiorno per poi prendersi un meritato riposo serale.
Dalle piastre della brigata locale escono i passatelli proposti in tutte le salse possibili e immaginabili: da quelli tradizionali adagiati in un consolatorio brodo di carne fino alle versioni asciutte più sfiziose, condite con generosi sughi di mare, verdure o profumato tartufo, oltre ad un’armata di bruschette, grigliate di carne e dolci caserecci. Tra i banchi del mercatino dell’artigianato, i giochi in legno e la consapevolezza che a fine serata si torna a casa con la pancia piena e le scarpe impolverate, la comunità di Savio ricorda a tutti che la semplicità è l’unica cosa che non passa mai di moda.
Se avete sfidato le trafile e vi siete goduti un bel piatto di passatelli fumanti al tartufo o al profumo di mare al PalaSavio di Savio di Cervia, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

