A Zeppone – pardon, Zeccone, Pavia – metà agosto non è solo il periodo in cui la pianura padana si trasforma in una sauna a cielo aperto, ma è soprattutto il momento in cui la comunità locale si raduna per la tradizionale Fiera di San Rocco. L’appuntamento scatta puntuale nella terza settimana di agosto, trasformando il borgo e l’area dell’oratorio in un presidio di convivialità genuina, musica a tutto volume e colesterolo benedetto.
La festa si vive rigorosamente di sera per le danze e per lo street food, con una fondamentale virata a pranzo nelle giornate di punta per chi vuole accaparrarsi le specialità d’asporto senza rischiare la vita sotto il sole del primo pomeriggio. Il menu è una dichiarazione d’amore alla tradizione gastronomica lombarda e padana: si va dalla trippa d’asporto, preparata come Dio comanda per resistere anche al caldo d’agosto, al glorioso risotto gorgonzola e pere, perfetto per chi non ha paura delle calorie e ama le accoppiate decise. Ad innaffiare il tutto, un servizio bar sempre attivo e la classica fiera di beneficenza, dove ci si gioca il resto della cassa su premi dall’utilità imperscrutabile.
Zeccone, piccolo centro agricolo incastonato nel Pavese, porta avanti da decenni questa ricorrenza in onore del Santo protettore degli appestati e dei pellegrini, anche se qui la vera epidemia da cui guardarsi è l’abbiocco post-risotto. Tra processioni solenni, vespri, e serate dove le sonorità dance anni ’90 e ’00 si alternano alle cover band energetiche, lo spirito è quello schietto delle sagre di una volta: si mangia sulle panche, si fa la fila alla cassa e si finisce a cantare a squarciagola con sconosciuti.
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