La Sagra di San Giuseppe Artigiano a Carpi è il classico esempio di come la provincia emiliana riesca a trasformare il cortile di una parrocchia in un polo attrattivo dove il richiamo del carboidrato supera qualsiasi barriera generazionale. Niente pretese da festival stellato, sia chiaro: qui la formula è collaudata, solida e punta dritta alla sostanza.
La manifestazione si sviluppa attorno alla Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, in via Remesina Interna, un luogo che per due fine settimana consecutivi sveste i panni puramente istituzionali per indossare il grembiule da cucina. Il vero motore dell’evento è lo stand gastronomico, capace di proporre un menù che sembra un elenco telefonico delle divinità culinarie modenesi. Si va dai primi della tradizione come i tortelli di ricotta ed erbette e i leggendari tortelli verdi vecchia Modena, conditi con cipolla stufata, burro, balsamico e pancetta, fino alle immancabili tigelle, servite semplici o farcite con affettati, stracchino e rucola, o destinate ai meno puristi nella versione alla Nutella. Per i fanatici della carne la grigliata mista assicura il giusto apporto di calorie, il tutto annaffiato da fiumi di Lambrusco di Sorbara e Salamino.
Ma non si vive di solo gnocco fritto. La Sagra di San Giuseppe Artigiano mette in piedi un’infrastruttura che unisce tornei sportivi, incontri e giochi per tutte le età. Il programma musicale sul palco parrocchiale offre una colonna sonora variegata che spazia dai dj set alle band locali, garantendo l’intrattenimento ideale mentre si consuma l’ennesimo tris di primi. Una festa di quartiere autentica, dove l’unica vera preoccupazione è riuscire a trovare un tavolo libero vicino allo stand dei dolci.


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