Nel cuore della fertile pianura virgiliana, dove il Po abbraccia il Mincio e le risaie disegnano geometrie d’acqua, c’è un borgo che quando arriva settembre decide di rispolverare l’orgoglio contadino e l’anima più verace del proprio passato: benvenuti a Roncoferraro, Mantova. Qui la fine del raccolto non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma una vera e propria liturgia di popolo che prende vita con l’attesissima Festa dla Psina, nata per rendere il doveroso omaggio alle storiche mondine.
Dimenticate gli intrugli da apericena milanese o le mode salutiste dell’ultima ora: la psina (o piscina in dialetto locale) altro non è che la frittura di pesciolini di fosso, quella minutaglia ittica che un tempo le mondine raccoglievano a fine giornata nei canali di irrigazione per arricchire il riso quotidiano. Un piatto d’umile sostanza, nato dalla fatica tra le zanzare e i campi allagati, che la sapienza delle arzdore mantovane ha saputo trasformare in un’autentica delicatezza croccante, rigorosamente accompagnata dalle classiche canzoni popolari d’osteria.
Durante la terza settimana del mese, la corte storica del paese si trasforma in una gigantesca tavolata comunitaria sotto una comoda struttura al coperto, dove i profumi della tradizione annullano ogni velleità di dieta. Aperta sia a pranzo che a cena, la festa schiera sul campo i mostri sacri della gastronomia virgiliana: dai leggendari tortelli di zucca al burro e salvia fino alla luculliana frittura di pesce, il tutto innaffiato da fiumi di Lambrusco ben fresco.
Se avete avuto il fegato di affrontare le porzioni abbondanti delle cuoche di paese e vi siete goduti l’atmosfera d’altri tempi a Roncoferraro, Mantova, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

