Se c’è una cosa che i borghi marchigiani sanno fare senza troppe moine è prendersi terribilmente sul serio sulle cose davvero importanti: la storia, i cavalli e il cibo servito nelle taverne. A San Ginesio, uno dei paesi più affascinanti e arroccati dell’entroterra maceratese, la seconda settimana di agosto non si pensa al mare ma si fa un salto indietro nei secoli per rievocare il Palio della Pacca.
Sgomberiamo subito il campo dai malintesi per i più maliziosi: no, non si tratta di una palpatina al fondoschiena. Nel dialetto e nella tradizione cavalleresca locale, la “pacca” è la meta della contesa equestre, il bersaglio (o la mezzana) che i cavalieri dei quattro rioni storici devono colpire con precisione millimetrica a gran carriera. Un appuntamento che trasforma il borgo medievale in un catino di tifo focoso, bandiere al vento e sguardi di sfida tra rionali che ricordano da vicino i campanilismi più veraci delle Marche collinari.
Prima di arrivare al gran finale sul campo di gara, la vita del paese si sposta tra i vicoli e le storiche taverne allestite per l’occasione. Qui non ci sono menù patinati né piatti da Nouvelle Cuisine: si cena su tavoli di legno con ricette robuste, vino che scorre senza risparmio e un’atmosfera verace dove il confine tra figurante in costume e avventore affamato sfuma dopo la prima brocca. Tra serate a tema, musica, giocolieri, misteri da risolvere a tavola e lo spirito goliardico dei quattrorioni, il rischio reale è quello di dimenticarsi in che secolo si è nati e di dover tornare alla macchina parcheggiata in salita a piedi scalzi.
Se avete fatto il tifo per il vostro rione preferito, se avete cenato nelle taverne o se la notte ginesina vi ha lasciato un bel ricordo, lasciateci un commento nelle recensioni e votate la festa con le immancabili stelline!

