C’è un angolo di Toscana dove l’autunno non bussa timidamente, ma irrompe con il profumo inconfondibile della farina di granoturco che sobbolle nel paiolo di rame: Filecchio, incastonato tra le verdi pieghe della valle del Serchio, si stringe attorno a uno dei riti gastronomici più longevi della regione.
Qui, dove le radici affondano saldamente nel lontano ottobre del 1966, va in scena la mitica Sagra Polenta e Uccelli, un appuntamento che quest’anno taglia il prestigioso traguardo della cinquantasettesima edizione senza aver perso un grammo della sua rustica autenticità.
La regina incontrastata della tavola è la polenta, generosamente versata dal paiolo e accompagnata da preparazioni di cacciagione che profumano di bosco e di fatica contadina, pensate apposta per riscaldare gli animi e riempire le pance senza troppi complimenti.
L’atmosfera è quella delle vere feste di una volta, protetta da una spaziosa struttura al coperto che sconfigge persino i capricci del meteo, dove si balla, si chiacchiera gomito a gomito e si brinda con il buon vino della zona.
Il programma si snoda tra lunghe tavolate conviviali, musica dal vivo ogni sera e la saporita consuetudine di pranzare insieme la domenica, trasformando il borgo in un crocevia di golosi irrepentibili.
Se avete fatto scorta di polenta e vi siete goduti l’atmosfera di questa storica sagra, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione!


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