Nelle brughiere del Lodigiano, dove l’autunno cala le sue prime nebbie sui campi e la fame di carboidrati complessi comincia a farsi sentire, a Borghetto Lodigiano va in scena la mitica Sagra della Polenta de Burghet. Nel verde del Parco della Pace si alza una densa fumata gialla: la vera regina della tavola contadina viene calata nei paioli di rame dai leggendari Polenter di Storo, reduci da decenni di battaglie a colpi di cannella e mestoli di legno per mantecare il grano saraceno e la farina gialla senza lasciare un solo grumo.
Qui l’umile mais non viene servito per figura, ma va a braccetto con piatti di forza e sostanza pura: cinghiale, brasato, stinco croccante, cotechino d’ordinanza e l’immancabile raspadura, quelle sfoglie di formaggio lodigiano raschiate a mano con la lama ricurva che si sciolgono sulla polenta bollente. Dimenticate i tavolini da aperitivo milanese: ci si accomoda al coperto, per la cena del sabato o per il luculliano pranzo della domenica, dove le panche di legno cigolano sotto il peso di vassagli colmi e bottiglie di vino rosso sventrate a ritmo continuo.
È la classica atmosfera verace da festa di paese, condita dal vocio delle tavolate e dal profumo di soffritto che si spande per tutto il parco. La prenotazione online è d’obbligo se non volete rimanere a bocca asciutta a guardare gli altri che fanno la scarpetta con il brasato.
Se avete avuto il coraggio di affrontare la combinazione polenta e cinghiale con una montagna di raspadura sopra, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

