e Palio dei Carretti
Se pensate che la gravità sia l’unica forza a spingere le cose verso il basso, non avete mai visto un carretto lanciato a folle velocità lungo i vicoli in salita di Sassetta. Nel cuore della Val di Cornia, arrampicata sulle colline livornesi e stretta tra boschi di castagni e macchia mediterranea, si chiude in bellezza l’ottobre sassetano. Qui, dove il freno a mano è un requisito di sopravvivenza per il parcheggio, la Sagra della Polenta – Palio dei Carretti rappresenta l’atto finale delle celebri Feste d’Ottobre.
La quarta domenica del mese, il borgo si trasforma in una pista da rally rurale dove i rioni cittadini si sfidano a rotta di collo su sgangherati carretti autocostruiti. Niente motori o fronzoli tecnologici: solo cuscinetti a sfera, coraggio avvinazzato e l’inevitabile puzza di freni bruciati che si fonde con l’aroma dei paioli in ghisa. In perfetto stile da manifesto della vera sagra, qui non troverete gazebo da fiera patinata o stucchevoli esibizioni da centro commerciale. Si mangia con i gomiti piantati nella panca del vicino, rigorosamente all’aperto e preferibilmente sotto la protezione della storica Pubblica Assistenza Sassetta, vera colonna portante della festa.
Dalle cucine gli stand gastronomici aprono le danze sia a pranzo che a cena, sfornando fumanti piattoni di polenta condita come tradizione comanda, accompagnata dall’immancabile cinghiale in umido e da fragranti castagne arrostite sui bracieri. Tra un bicchiere di rosso locale e un’imprecazione al passaggio del carretto preferito, il borgo medievale ricorda a tutti perché valga la pena macchiarsi le maniche di sugo e tornare a casa con le scarpe piene di polvere. Dopotutto, a Sassetta il cibo non è un vezzo per stomaci delicati, ma il carburante ufficiale per sopravvivere al tifo da contrada.
Se avete sfidato le pendenze del borgo e vi siete goduti la strampalata corsa dei carretti con un piatto di polenta calda in mano, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

