Sui Monti Lepini si sono stancati dei soliti aperitivi eleganti con le olive e riscoprono il significato autentico di una rimpatriata d’altri tempi. La Sagra del Prosciutto riporta al centro del villaggio l’arte sacra della norcineria e della pancia piena, richiamando a sé una tribù di buongustai pronti a colonizzare i vicoli in pietra con un bicchiere di rosso in mano. Il quartier generale di questa gloriosa manifestazione si insedia tra le Mura, i vicoli e le piazze del borgo medievale di Bassiano, Latina, un piccolo gioiello arroccato dove l’aria fresca di montagna incontra la sapienza antica dei mastri prosciuttai.
La festa spalanca i battenti durante la quarta settimana di luglio, fornendo la scusa perfetta per una zingarata fuori rotta verso la provincia pontina. La celebrità incontestata della kermesse è ovviamente il famoso prosciutto locale: una delizia stagionata nel microclima unico delle vallate lepine, tagliata rigorosamente al coltello e servita nei piatti della tradizione tra show cooking, percorsi enogastronomici e visite nei prosciuttifici storici come Reggiani e Bassiano Reale.
Oltre a rimpinzarsi per bene tra le viuzze del centro storico, la comunità locale mette in piedi una tre giorni di pura goliardia popolana: si va dalle sfilate delle majorette ai giochi tradizionali con il tiro alla fune, la corsa con i sacchi e l’epico albero della cuccagna, fino alle serate danzanti tra liscio, band pop-rock e dj set per i più giovani. Niente patine o mezze porzioni, qui si fa cassa comune, si rispetta la democrazia della panca di legno e si torna a casa felici con le scarpe impolverate.
Se avete provato l’ebbrezza della fetta tagliata spessa o volete raccontarci se siete riusciti ad acchiappare i premi in cima al palo della cuccagna, lasciateci un commento con la vostra valutazione!


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