Mentre giù in costa la gente si accalca su spiagge roventi pagando l’aria che respira, c’è un posto quassù tra le montagne dove l’estate si affronta a colpi di carboidrati e aria fresca. Durante la penultima settimana di agosto, il borgo di Opi, L’Aquila sbatte la porta in faccia al caldo torrido e si barrica dietro quintali di farina e patate per celebrare la Sagra degli Gnocchi. Siamo nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a circa milleduecento metri d’altezza, un anfiteatro naturale dove l’unica vera fretta accettabile è quella di mettersi in fila prima che finisca il sugo.
L’evento, curato con la solita ostinazione montana dalla Pro Loco di Opi, trasforma i vicoli di questo antico sperone di roccia in un enorme refettorio a cielo aperto. La star indiscussa della tavola è lo gnocco locale, preparato seguendo rigorosamente la ricetta tradizionale contadina che non prevede concessioni alle mode del momento o impiattamenti minimalisti da ristorante stellato. La nota di merito quest’anno va alla lungimiranza inclusiva: grazie alla collaborazione con AIC Abruzzo, le cucine sfornano una versione senza glutine identica all’originale, salvando i celiaci dall’umiliazione di dover guardare gli altri masticare felici.
Tra le piazzette del paese la colonna sonora è affidata alla musica dal vivo che rimbalza sulle pareti di pietra, accompagnata da mercatini dell’artigianato locale dedicati a chi vuole portarsi a casa un pezzo di legno intagliato o un merletto prima che i fumi del vino prendano il sopravvento. Per i più piccoli è allestita un’area bimbi mirata a distrarli mentre i genitori tentano l’assalto agli stand culinari, aperti ufficialmente dalle prime ombre della sera. L’organizzazione ha pensato anche alla pigrizia dei viandanti predisponendo un servizio di bus navetta, un ottimo deterrente per evitare di dover digerire i primi piatti affrontando le pendenze del borgo a piedi.
Se avete avuto modo di testare la consistenza della loro pasta fresca o se volete dire la vostra sulla fluidità delle navette montane, lasciateci una valutazione della sagra!


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