Se credete che l’autunno in terra maremmana serva solo a deprimersi guardando le vigne spoglie e i filari che perdono gli ultimi acini, non avete mai messo piede tra i vicoli di tufo di Pitigliano quando la terra comincia a profumare di mosto bollente e di frantoio. In questo spettacolare borgo della provincia di Grosseto arrampicato su un imponente banco di tufo, l’autunno si festeggia con la tipica kermesse Santi Vinai – Festa del Vino Novello e dell’Olio Nuovo.
Qui, in pieno spirito da autentica festa paesana — dove ci si arrampica lungo le salite del centro storico e si parcheggia con il freno a mano ben tirato — la comunità locale si stringe attorno alle proprie radici agricole con una devozione che ha quasi del religioso. Niente fronzoli o salotti buoni da degustazione modaiola: ci si ritrova in Piazza della Repubblica, gomito a gomito lungo le panche, pronti a contendersi i calici e un pezzo di pane casereccio bagnato dall’oro verde della stagione. L’atmosfera è quella verace delle feste di una volta, dove l’aria frizzante di novembre si mescola agli aromi intensi delle cantine scavate nella roccia e alle risate della gente del posto.
Il menù e l’offerta della piazza sono un vero e proprio inno alla resistenza enogastronomica maremmana: si brinda con il vino novello appena spillato e si apprezza l’olio nuovo versato copiosamente sul pane tostato, in un trionfo di sapori poveri ma ricchi di storia. Tra i canti della tradizione che ricordano come il vino mostri il lato nascosto e i vicoli svelano le cantine aperte, la festa dimostra che la vera Maremma sa come coccolare i suoi ospiti prima dell’arrivo del freddo invernale.
Se avete sfidato le salite di Pitigliano e vi siete goduti un bicchiere di vino novello con un pezzo di pane intinto nell’olio nuovo, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

