Nel cuore dell’entroterra forlivese, là dove le colline romagnole sanno ancora di bosco bagnato e segreti cercati col cane, si rinnova l’appuntamento con la storica Fiera e Sagra del Tartufo di Dovadola. Dimenticate i tartufi finti dei ristoranti modaioli e le boccette di olio aromatizzato alla chimica: qui la terra si fa preziosa e il tubero bianco regna sovrano, celebrando una kermesse che non ha bisogno di filtri Instagram per far venire l’acquolina in bocca.
Il menù è una dichiarazione d’amore sfacciata alla tradizione romagnola più verace. A fare da scorta al profumatissimo oro bianco ci pensano le immancabili tagliatelle, tirate rigorosamente a mano col matterello dalle abili sfogline dovadolesi, seguite da una polenta fumante, crostini sfiziosi, uova, scaloppine di vitello, patate fritte, la classica piadina alla lastra e golosi panzerotti al tartufo. Il tutto innaffiato da generoso vino locale, perché qui l’idratazione a base di sola acqua è considerata un pessimo affare.
La manifestazione, giunta alla sua cinquantanovesima edizione, anima la seconda metà di ottobre con i suoi stand gastronomici situati in piazza Berlinguer e comodi tendoni ristorante al coperto per sfidare le bizze autunnali. La regia dell’evento è affidata alla laboriosa Pro Loco di Dovadola, che quest’anno sposa anche la sostenibilità ambientale scegliendo stoviglie in materiali compostabili e biodegradabili. Niente fronzoli, solo panche, tavolate e la sana consapevolezza che la felicità pesa almeno un etto in più sulla bilancia.
Se avete fatto la scarpetta con le tagliatelle al tartufo e vi siete goduti l’autunno romagnolo senza rimpianti, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

