Chi pensa che l’autunno mugellano sia fatto solo di foschia e malinconia non è mai salito fino a Palazzuolo sul Senio, Firenze, per la storica Sagra del Marrone. Immerso nell’Alto Mugello, al confine incerto dove la Toscana si sfuma nella Romagna, questo borgo appenninico per quattro domeniche di ottobre manda in soffitta ogni ritegno gastronomico per celebrare il re indiscusso dei propri boschi: il pregiato Marrone del Mugello IGP.
Tra le viuzze in pietra del paese, l’aria profuma d’antico e di legna arsa. La star della festa si presenta in ogni veste immaginabile: dai mitici topini ai dorati bruciati (le caldarroste per i non autoctoni), passando per il classico castagnaccio, la polenta dolce e i leggendari tortelli fritti con ripieno di marroni, vera e propria goduria capace di far resuscitare un morto. Niente stucchevoli elucubrazioni da alta cucina: qui la sostanza vince a mani basse, con gli stand dolci e le cucine operative per il pranzo domenicale, pronti a sfamare torme di viandanti saliti in quota in cerca di sollievo dal grigio cittadino.
Tra musica dal vivo, passeggiate nella natura e rievocazioni storiche, Palazzuolo dimostra che la vera festa di paese non ha bisogno di artifici digitali o effetti speciali. Basta sedersi a tavola in compagnia, ordinare un quartino di Sangiovese o di Pignoletto e farsi travolgere dalla convivialità tipica delle genti di montagna. Qui la caldarrosta scotta le dita, il vino scalda la voce e alla fine della giornata si riparte verso valle con il cuore leggero e le scarpe impolverate.
Se vi siete scottati la lingua con i bruciati o se i tortelli fritti di marroni vi hanno regalato un momento di autentica beatitudine a Palazzuolo sul Senio, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

