Nelle terre dell’alto casertano c’è chi passa l’anno a contare i giorni e chi, dopo essersi unto per bene i baffi, non vede l’ora di fare il bis. A Cappelle di Teano la seconda settimana di agosto la vita si ferma per lasciare spazio a un rito sacro della norcineria paesana: la Sagra del Maialino. Una di quelle feste veraci dove il fumo delle legne si confonde con la nebbia d’agosto e la gente del posto si rimbocca le maniche senza chiedere un centesimo, spinta solo da quel sano orgoglio di paese.
L’affare è serio e va avanti da più di vent’anni. Quella che una volta era poco più di una spaghettata tra compaesani per far casino in piazza, oggi è diventata una meta gettonata che richiama golosi da mezza regione. Ma la sostanza non è cambiata: la star della baracca resta il maialino cotto al forno a legna, sparato a temperatura costante secondo ricette antiche e servito con quella crosta scoppiettante che fa resuscitare i morti. Il tutto annaffiato da fiumi di vino locale, tra stornelli, musica popolare e quel simpatico caos di paese dove i volontari corrono tra le panche per servire tutti.
A Cappelle ci si va per mangiare bene, perdere il senso della misura e godersi l’accoglienza calorosa di una comunità che tiene strette le proprie radici. Niente fronzoli, niente cose leziose: solo roba genuina, tavoli da condividere e scarpe che tornano a casa impolverate.
Se avete affrontato la calca per accaparrarvi l’ultimo pezzo di cotenna o volete dire la vostra sul livello di croccantezza del maialino, lasciate pure una valutazione o commentate la vostra esperienza nelle recensioni!

