Se cercate il refrigerio delle sere d’agosto, lasciate che l’aria che scende dal Matese vi guidi verso la Sagra degli Antichi Sapori. Siamo a Gioia Sannitica, in provincia di Caserta, un borgo dove il castello medievale non fa solo da cartolina, ma da custode di una tradizione che i volontari della Pro Loco Gioiese proteggono con ostinazione quasi eroica. Non aspettatevi la solita fiera da circo: qui la faccenda è seria, scandita dai tempi lunghi che la cucina vera richiede.
La manifestazione, che anima il paese durante la seconda settimana di agosto, è un tuffo in un passato che non vuole saperne di sbiadire. Tutto ruota attorno alla manualità: pasta tirata a mano, sughi di castrato e funghi porcini raccolti nei boschi vicini, carni che sfrigolano sulla brace fino a diventare poesia. E poi c’è il caciocavallo impiccato, quel classico che, sciogliendosi lentamente sul pane bruscato, mette a tacere chiunque voglia parlare di alta cucina molecolare. Tra un calice di Pallagrello o Falanghina e l’altro, tra melanzane e pizze fritte, ci si ricorda cosa significhi mangiare davvero.
Se avete avuto occasione di testare la tenuta di queste ricette o volete raccontarci la vostra esperienza con il caciocavallo, fateci sapere come è andata, lasciando una valutazione della sagra!


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