Se c’è un luogo dove il tortellino non è solo una pasta ripiena ma una vera e propria istituzione fideistica, quel posto è l’Appennino Bolognese. E proprio a Camugnano, nella prima settimana di agosto, va in scena la Sagra del Tortellino, un evento che non cerca l’approvazione dei palati effimeri ma punta dritto alla sostanza della tradizione petroniana.
Qui, nel suggestivo scenario del Parco Don Antonio, la Proloco locale mette in piedi una celebrazione che è un inno alla “sfoglia” tirata come Dio comanda. Non aspettatevi inutili rivisitazioni gourmet o spume di parmigiano: il protagonista assoluto è il tortellino, servito rigorosamente in brodo (perché la tradizione non va in vacanza nemmeno col caldo) o, per i più temerari, con la panna. E siccome da queste parti non si scherza, il menu sfodera anche il leggendario bollito bolognese accompagnato dalle sue brave salse.
Ma la Sagra del Tortellino non è solo cibo; è un’esperienza sensoriale completa. L’atmosfera è quella verace delle feste di paese di una volta, dove ci si siede vicini su panche di legno e si condivide il tavolo con sconosciuti che, dopo il secondo bicchiere di Lambrusco, diventano i tuoi migliori amici. La colonna sonora è affidata a complessi che non disdegnano il sintetizzatore, passando dai tributi agli 883 e agli Abba fino al liscio più selvaggio, perfetto per digerire i tortellini sulla pista da ballo.
Dalla sagra di Camugnano si torna sempre con la pancia piena, il cuore contento e, se avete parcheggiato nello sterrato degli impianti sportivi, pure con le scarpe impolverate, un dettaglio che certifica l’autenticità dell’esperienza secondo i nostri canoni più severi.
Se avete avuto l’ardire di assaggiare il tortellino con la panna in pieno agosto o se il bollito vi ha fatto sognare, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

