Sagra della Zampanella

locandina sagra della zampanella porretta terme

Agosto 2027⚠️ periodo indicativo da confermare

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Chiunque pensi che la colazione dei campioni sia un cornetto decongelato non ha mai messo piede sull’Appennino bolognese. Nello storico presidio del Circolo Dopolavoro Ferroviario di Porretta Terme, precisamente al Bar D.L.F. a ridosso dei binari, si officia un rito pagano che profuma di strutto, aglio e rosmarino. Durante i primi due fine settimana di agosto, la regina indiscussa della montagna scende in pista con la Sagra della Zampanella, un evento che unisce il fascino nostalgico delle vecchie stazioni ferroviarie alla gastronomia più godereccia del territorio.

Per i non autoctoni, la zampanella non ha nulla a che fare con gli arti suini: si tratta della tipica piadina montanara (nota altrove come borlengo), una sottilissima e croccante crespella d’acqua e farina cotta ad altissime temperature nei tradizionali “sole” di rame. Viene servita bollente, ripiegata in quattro e rigorosamente condita con la “cunza”, un battuto celestiale di lardo, aglio e aghi di rosmarino, il tutto completato da una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano.

Le cucine del Dopolavoro non si fermano qui e offrono un arsenale di carboidrati da combattimento: fumanti tigelle, porzioni di crescentine fritte dorate al punto giusto, polenta rustica e dolcissimi necci di castagne. Il tutto annaffiato da rosso locale e consumato sui tavoli del circolo, dove il capostazione e il turista condividono la stessa panca in un clima di anarchica e goliardica convivialità. Se avete affrontato la scalata fino a Porretta e siete riusciti a mangiarne più di tre senza arrendervi, lasciate la vostra gloriosa testimonianza e votate la sagra con le stelline!

Zampanelle Tradizionali

La tipica crespella dell’Appennino bolognese preparata al momento e condita caldissima con la classica cunza, il tradizionale battuto di lardo, aglio e rosmarino con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Crescentine e Tigelle

La quintessenza della sfiziosità emiliana: crescentine fritte dorate e tigelle tradizionali da farcire a piacimento con salumi del territorio.

Polenta e Necci

Pietanze montanare veraci che includono la classica polenta rustica e i necci preparati con farina di castagne locale.

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