Chiunque pensi che per mangiare del buon pesce fresco serva per forza un porto di mare, non è mai arrivato a battente spianato tra i campi della pianura imolese. A Sesto Imolese, tranquilla frazione del comune di Imola adagiata tra il sillaro e le campagne romagnole, l’autunno riserva una di quelle sorprese che riconciliano il genere umano con la tavola: la mitica Sagra del Pesce.
L’appuntamento va in scena nella quarta settimana di ottobre negli accoglienti spazi del Circolo Parrocchiale, dimostrando ancora una volta che quando la parrocchia chiama per una buona causa culinaria, la comunità risponde a stomaco vuoto e con la forchetta spianata. Qui si applica alla lettera il sacro principio romagnolo della convivialità: niente puzza sotto il naso, zero fronzoli gourmet e tanta sostanza friggitrice alla mano.
Il venerdì e il sabato sera gli stand gastronomici aprono le danze con una formula a scelta libera dove domina la frittura croccante e il profumo di mare che sfida la nebbia padana. La domenica è la vera giornata campestre: a pranzo si va di menù fisso ma rigorosamente su prenotazione, mentre la sera si torna al menù alla carta per chiunque voglia fare il bis prima di chiudere la baracca. Per chi ha fretta o vuole godersi la scorpacciata sul divano di casa, c’è pure la comoda opzione dell’asporto nel tardo pomeriggio.
Se vi siete unti per bene le dita con un fritto misto da antologia o avete annaffiato le portate di pesce con un bel bicchiere di bianco locale, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

