Nel cuore delle Baraglie biellesi, adagiata tra i torrenti Cervo e Marchiazza dove le colline degradano verso la grande pianura risicola, va in scena un matrimonio di gusto che dura da oltre sei decenni. A Mottalciata, terra di risaie, vigneti e fiera cultura contadina, il finire dell’estate è da sempre il momento in cui si tirano le somme del raccolto mettendo sui tavoli tutto il meglio della propria tradizione.
Le serate prendono vita per l’ora di cena nei capannoni allestiti dalla Pro Loco, dove il profumo del risotto che sobbolle si fonde con l’aroma pungente del vino nuovo. Niente leziosismi da ristorante stellato: qui si viene per la verace sostanza di un buon piatto di panissa fumante, ricco di fagioli e salame d’la duja, o per l’intramontabile tapulun di asino accompagnato da una generosa dose di polenta fumante. Per chi preferisce i sapori forti del fiume, la trota in carpione è il piatto forte che apre le danze del fine settimana, da innaffiare con i rossi del territorio.
Tra una sfilata di trattori d’epoca che fanno tremare l’asfalto, un torneo di green volley e le note delle orchestre da ballo che fanno girare le coppie sulla pista, la terza settimana di settembre trasforma il paese in un covo di festa paesana verace. Se siete pronti a sgomitare per conquistare la panca di legno e ad affrontare bolliti, arrosticini e grigliate senza fare troppe domande sulla dieta, Mottalciata vi aspetta con i bicchieri pronti e le braci accese.
Se avete avuto il coraggio di affrontare la mitica panissa con il tapulun e volete raccontarci come è andata la digestione, lasciateci una valutazione della sagra con le vostre stelline!

