Nel cuore dell’Irpinia c’è un posto dove l’autunno non è una semplice stagione sul calendario, ma una vera e propria dichiarazione di guerra alla fame. Parliamo di San Potito Ultra, un piccolo borgo adagiato tra i rilievi campani dove la Sagra del Cinghiale e della Castagna porta in scena un duetto gastronomico senza esclusione di colpi. Quando la nebbia inizia a scendere sulle colline avellinesi, il rimedio infallibile si trova tra i vicoli del paese: succulenti piatti di carne selvatica e il profumo inconfondibile delle caldarroste appena tolte dal fuoco.
Ispirandoci al sacro testo della veracità paesana, qui l’atmosfera non ha nulla a che vedere con i ristoranti stellati o le porzioni da degustazione figurativa. Troverete l’autenticità delle tavolate condivise, la musica popolare a fare da colonna sonora e quel buon vino irpino che ha il potere magico di trasformare lo sconosciuto seduto accanto a voi nel vostro migliore amico entro il secondo bicchiere. Il borgo di San Potito Ultra offre lo scenario ideale per abbandonare la cravatta e tuffarsi tra spezzatini fumanti e delizie di bosco, tra risate e stornelli d’altri tempi.
Le cucine scaldano i motori sia per le serate del fine settimana sia per la grande abbuffata della domenica, proponendo ricette della tradizione locale tramandate di generazione in generazione. Che facciate una passeggiata al fresco o che vi mettiate in fila per la carne di cinghiale, l’importante è arrivare affamati e pronti a godersi la festa. Se avete avuto modo di assaggiare il cinghiale in umido e le castagne di questo borgo, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della sagra!

