Se c’è un frutto che sa evocare la nebbia mattutina, le camminate nei boschi e il fumo dei camini senza passare per forza da un dépliant pubblicitario triste, quello è il re indiscusso dell’Appennino toscano: il Marrone DOP di Caprese Michelangelo. Quando l’autunno comincia a fare sul serio, questo borgo incastonato tra i monti della Valtiberina si trasforma in un vero e proprio santuario della castanicoltura eroica, dove la tradizione non è una posa per turisti in cerca di scatti bucolici, ma una faccenda seria che profuma di bosco e legna arsa.
Ci troviamo a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo, un luogo che non ha bisogno di presentazioni altisonanti visto che ha dato i natali al genio di Michelangelo Buonarroti. Qui, durante la Festa della Castagna e del Marrone DOP di Caprese Michelangelo, la comunità si stringe attorno ai propri prodotti storici con la stessa dedizione con cui una nonna prepara il pranzo della domenica. Dimenticate le comode corsie dei supermercati: tra i banchi di questa festa si respira un’aria d’altri tempi, fatta di castagne arrostite, caldarroste che scoppiettano e piatti robusti pensati per scaldare stomaco e spirito durante i weekend d’ottobre.
La manifestazione si anima regolarmente durante i fine settimana del mese di ottobre, trasformando le piazze del paese in un vivace crocevia di sapori autentici, musica popolare e allegria genuina. È l’occasione perfetta per una classica zingarata fuori porta, di quelle che profumano di terra umida, foglie secche e calici di buon vino rosso locale. Del resto, come ricorda il saggio manifesto delle vere feste paesane, la vera sagra si vive senza troppi fronzoli, camminando in salita, parcheggiando col freno a mano tirato e tornando a casa con le scarpe piacevolmente impolverate.
Se avete occasione di assaggiare le prelibatezze a base di marroni e i piatti tipici della tradizione locale, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

