La Sagra del Tajarin cùn l’Oca a San Candido di Murisengo, Alessandria è la dimostrazione lampante di come le colline piemontesi sappiano resistere alle mode del sushi e delle schiume gourmet. Ci troviamo nel cuore del Monferrato, dove la festa si prende lo spazio pubblico nella seconda settimana di agosto (sconfinando leggermente nella terza), radunando viandanti e golosi pronti a sacrificare il colesterolo sull’altare della tradizione contadina. Niente finzioni da chef stellati: qui il pavimento è l’asfalto del paese, il soffitto è il cielo (o una solida lamiera al coperto se il tempo fa le bizze) e ci si ritrova a cacciare il posto a sedere sulle panche con lo stesso agonismo dei cacciatori alla posta.
Il protagonista assoluto è il mitico tajarin, la pasta fresca all’uovo piemontese tagliata sottilissima, che sposa un sugo d’oca capace di far resuscitare i morti. Il borgo si trasforma in un presidio gastronomico dove le brigate di volontari spadellano a ritmi da catena di montaggio, mentre l’aria si riempie del profumo delle braci e delle leggendarie friciule. Tra un bicchiere di vino rosso e l’altro, ci si perde tra le gare di bocce alla baraonda e i giri notturni sul trenino che attraversa il paese, mentre sul palco le orchestre e le band spaccano le casse a colpi di revival. Si torna a casa con le scarpe impolverate, la pancia piena e quella sana confusione tipica di chi ha fatto casino coi conti alla cassa.
Se siete riusciti a conquistare un piatto di tajarin senza fare a pugni o se volete dire la vostra sulla cottura del salame d’oca, lasciate pure una valutazione della sagra con le stelline!


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