Lasciate perdere le solite spiagge affollate dove l’unica attrattiva è il vicino di ombrellone che russa. A Procida, perla verace del Golfo di Napoli, sanno bene come accogliere chi cerca qualcosa in più di un semplice bagno a mare. A cavallo tra l’ultima settimana di luglio e la prima settimana di agosto, l’isola tira fuori la sua anima più autentica per la Sagra del Mare di Procida, una festa che profuma di salsedine, reti da pesca e storie di marinai. Qui il Mediterraneo non è solo un panorama da cartolina per i turisti, ma il motore immobile di una comunità intera.
La manifestazione trasforma le piazze e i borghi marinari dell’isola in un palcoscenico diffuso a cielo aperto. Nata nell’immediato dopoguerra per celebrare le radici marinare e onorare la memoria di chi sul mare ci ha speso la vita, oggi l’evento unisce cultura popolare, spettacoli serali e, ovviamente, una valanga di sapori sinceri che solo la tradizione campana sa regalare. La macchina organizzativa vede in prima fila il Comune di Procida con il patrocinio del Ministero della Cultura, a dimostrazione che qui la faccenda si fa seria, tanto da essere riconosciuta come rievocazione storica. Il tema che accompagna le serate è un manifesto programmatico: far dialogare la memoria degli anziani del porto con gli sguardi dei giovani che guardano al futuro. Tra canti della tradizione, dibattiti e momenti di pura goliardia isolana, c’è spazio per perdersi nei vicoli colorati alla ricerca dei piatti della tradizione peschereccia, lontano dai formalismi e con tanta voglia di condividere un bicchiere di vino.
Visto che i dettagli specifici del menù di quest’anno e i segreti delle cucine dei pescatori restano custoditi tra le calette dell’isola, se passate da queste parti a testare la qualità del pesce azzurro o ad ascoltare le storie dei vecchi lupi di mare, lasciateci un commento con la vostra valutazione della sagra!


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