Se a luglio pensate che il caldo sia una scusa buona per starsene chiusi in casa con l’aria condizionata, a Cappella di Scorzè, in provincia di Venezia, vi rispondono con un carico di entusiasmo che va avanti dal 1972. La Festa del Pomodoro è un appuntamento che non chiede il permesso: occupa le giornate centrali del mese, portando una ventata di attività che trasforma la frazione nel centro del mondo, o almeno nel centro della produzione ortofrutticola locale.
Qui il protagonista assoluto è il pomodoro, celebrato non solo come ingrediente base di ogni cucina che si rispetti, ma come vero e proprio gioiello del territorio. L’atmosfera è quella delle sagre che hanno la struttura di un festival: non si tratta solo di sedersi a mangiare, ma di vivere il paese tra sfilate di trattori, tornei di calcio a 5, corse podistiche e serate che spaziano dal liscio delle orchestre al ritmo dei DJ set. È il classico scenario in cui la tecnologia agricola incontra il volontariato più puro, con il campo sportivo che diventa un palcoscenico per tutto, dalla cena con lo chef alle serate dedicate ai bambini.
La gestione degli spazi, tra stand gastronomico e pesca di beneficenza, segue quel ritmo serrato tipico di chi sa bene come far girare la macchina organizzativa. Si mangia, si balla e si tiene viva una tradizione che riesce a mettere d’accordo sia i nostalgici che chi cerca un po’ di sano casino serale. Se vi è capitato di passare per Cappella di Scorzè durante questi giorni o se avete un parere preciso su come gestiscono le serate, fateci sapere cosa ne pensate lasciando una valutazione della sagra!


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