Mentre la marca trevigiana tenta di sopravvivere alla canicola estiva, c’è un piccolo borgo lambito dalle acque del fiume Sile che decide di fare le cose con i giusti tempi dilatati della provincia. A Morgano, Treviso, la devozione si mescola alla buona tavola senza l’ansia di dover consumare tutto in un solo weekend. La Sagra Madonna del Carmine spalma le sue carte su un calendario eclettico che copre la fine di giugno e le prime tre settimane di luglio, offrendo un rifugio gastronomico a chi preferisce il sapore della tradizione rurale alle mete preconfezionate del turismo di massa. Morgano, terra storicamente legata ai ritmi della pianura veneta e alla ricchezza naturalistica delle sue risorgive, mette in campo la sua comunità parrocchiale per tenere accesi i fuochi e vive le serate.
La proposta culinaria ruota attorno a pilastri granitici della tradizione locale. Il vero protagonista delle domeniche è l’anatra (o “bessato”, per i cultori del dialetto stretto), servita anche da asporto per chi vuole portarsi a casa il pranzo della festa senza spadellare. Non mancano i grandi classici come lo spiedo accompagnato da croccanti patate, preparato con quella pazienza millimetrica che solo i maestri dello spiedo veneto possiedono. Il contorno a questo banchetto è un palinsesto di attività che spazia dallo sport estremo — come la corsa notturna in bicicletta e le traversate in canoa lungo il Sile — fino alle rassegne corali, alle serate di cinema all’aperto, al karaoke e all’immancabile liscio per far girare le coppie sulla pista.
Se avete avuto modo di testare la cottura dello spiedo o se volete dire la vostra sulla morbidezza dell’anatra da asporto, lasciateci un commento con la vostra personale valutazione della sagra!


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