Mentre il mondo del vino si barcamena tra guide patinate, disciplinari cavillosi e sommelier che scovano sentori di idrocarburi nel bicchiere, Montespertoli risponde da quasi settant’anni con una gigantesca adunata popolare che rimette il fiasco al centro del villaggio. La Festa del Vino è il monumento enologico di queste colline sospese tra Firenze e Siena: una maratona di ben nove giorni che nel tempo ha cambiato pelle – nata come fiera del bestiame, poi ribattezzata “Mostra del Chianti” e oggi tornata al nome delle origini – senza mai perdere quel briciolo di orgoglio contadino che ne fa la fortuna. Qui il Chianti non si sorseggia con deferenza, si vive come un fatto comunitario, diviso equamente tra le sbornie goliardiche del torneo dei rioni e il rigore filologico delle sfilate storiche.
Le Date e la Mappa del Brindisi
La macchina della festa occupa il centro del paese dall’ultimo sabato di maggio alla prima domenica di giugno, colonizzando i due spazi principali:
Il Quartiere Generale: Piazza del Popolo e Piazza Machiavelli si trasformano in una distesa di stand delle aziende agricole locali. Il meccanismo è il classico “compra il calice e gira le cantine”: vi viene consegnato il bicchiere ufficiale (ogni anno con una grafica diversa, per i collezionisti del genere) e da lì in poi è un libero pellegrinaggio tra le etichette del territorio.
I Partner Tecnici: per dare una parvenza scientifica alle degustazioni, la festa arruola sigle storiche come Slow Food, FISAR e Assoenologi. Il che si traduce in laboratori e degustazioni guidate per chi vuole approfondire, alternati al cibo di strada preparato dalle associazioni locali.
Il Folklore: Seghe, Rotoballe e Carri d’Epoca
Se il vino è il carburante, l’intrattenimento è una faccenda di campanile che accende gli animi della cittadinanza:
Il Torneo delle Contrade: le cinque fazioni del paese (Cappella, Fontanelle, Fornace, Mura e Pozzo) si sfidano in una serie di giochi che ridefiniscono il concetto di competizione sportiva. Dimenticate il fair play olimpico: qui ci si danna l’anima nella spaccatura della legna, nel tiro alla fune, nel rotolamento delle rotoballe e nella corsa dei carri. Il premio finale? Un fiasco in ceramica che i vincitori esibiranno durante la “Serata delle Contrade” con un’enfasi degna della Champions League.
La Rievocazione del Gruppo Novecento: l’ultima domenica della festa la goliardia lascia il posto alla nostalgia storica. Un lunghissimo corteo in costume d’epoca parte dal Castello di Sonnino e scende in Piazza del Popolo, mettendo in scena la società rurale degli anni ’10 e ’30. Sfilano tutti, dal mezzadro al fattore, scortati da maestosi buoi di razza chianina e maremmana e auto d’epoca.
Note di Sopravvivenza a Montespertoli
La Gestione dei Nove Giorni: nove giorni di programmazione sono tanti, il che significa che la festa ha due anime. Se cercate le degustazioni rilassate, i dibattiti culturali o le cene tranquille con le associazioni, puntate sui giorni infrasettimanali. Il weekend, di contro, vede Piazza del Popolo presa d’assalto da una marea di visitatori provenienti da tutta la provincia toscana, attratta anche dal luna park e dai concerti.
L’Insidia del Parcheggio: Montespertoli è adagiata sulla cresta di una collina. Quando il flusso del fine settimana tocca il picco, trovare un posto auto entro un raggio chilometrico sensato dal centro diventa un’impresa di stampo medievale. Preparatevi a parcheggiare lungo i tornanti in pendenza e a sfidare le salite del borgo: considerate la scarpinata come un necessario riscaldamento aerobico prima di testare la resistenza del vostro fegato con i rossi della Val d’Elsa.


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