Mentre mezza Italia si riversa in autostrada a caccia di un metro quadro di spiaggia, nel basso vicentino c’è chi preferisce celebrare la metà di agosto a colpi di forchetta e decibel. La Sagra dell’Assunta prende vita a Sarego, precisamente presso gli impianti sportivi in Via Valle, durante la seconda e la terza settimana di agosto, trasformando la quiete della pianura in un epicentro di pura convivialità veneta. Sarego, terra adagiata ai piedi dei Colli Berici e storicamente legata all’agricoltura e alle antiche corti rurali, mantiene intatta la tradizione della festa patronale dedicata alla Vergine Assunta, un momento che un tempo segnava la fine dei grandi lavori estivi nei campi e che oggi si è felicemente convertito in una maratona di intrattenimento e buona cucina.
Dimenticate le porzioni microscopiche della ristorazione fighetta: qui si punta sulla concretezza e sulla veracità degli stand gastronomici, pronti a sfamare una folla oceanica richiamata sia dalle proposte del menù che da una programmazione musicale che non lascia tregua. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni popolari, dove l’odore delle griglie si mescola alle note delle band e al brusio delle lunghe tavolate.
La cucina locale è il vero motore dell’evento, concepita per ritemprare gli animi dopo le fatiche della giornata. Tra i piatti forti che caratterizzano le serate spiccano le specialità della tradizione vicentina, con un occhio di riguardo per le preparazioni robuste di carne e, come da copione per la chiusura della manifestazione, l’atteso appuntamento con i sapori del mare. Non manca l’intrattenimento collaterale che definisce l’archetipo della festa di paese: un luna park per i più giovani, le bancarelle del mercatino dell’artigianato artistico per i curiosi e un imponente spettacolo pirotecnico che squarcia il cielo agostano, riconnettendo la comunità alle sue radici più autentiche.


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