Mentre sulle sponde del Lago di Garda i turisti stranieri si contendono un tavolino per ordinare l’ennesimo spritz sovraprezzato, c’è un entroterra collinare che preferisce ritmi decisamente più ruspanti. A Calmasino di Bardolino, Verona, frazione storicamente devota alla cultura della vite e della terraferma, l’estate si celebra senza troppi fronzoli intellettuali. La Festa di Sant’Anna si prende la scena durante l’ultima settimana di luglio, piantando le sue tende in via Pradarin, precisamente nel piazzale situato dietro il consorzio agrario, un avamposto logistico che per cinque giorni si trasforma nel tempio del liscio e del colesterolo controllato.
Calmasino, che guarda dall’alto le rotte del turismo di massa, rispolvera la sua anima più autentica grazie all’impegno dei volontari dell’A.S.D. Calcio Calmasino 2003. La proposta culinaria non ha bisogno di menu stellati: i super stand enogastronomici puntano dritti al sodo, offrendo una selezione di piatti tipici locali cucinati secondo la tradizione del territorio veronese, pensati per sostenere il fisico in vista delle fatiche sulla pista da ballo.
La logistica della festa è studiata con un pragmatismo millimetrico: una gigantesca pista da ballo in acciaio montata appositamente per resistere alle suole degli appassionati di liscio e delle orchestre spettacolo, affiancata da un luna park dedicato a intrattenere le nuove generazioni. Il tutto si chiude seguendo il più classico dei copioni delle sagre di paese, ovvero lasciando la folla con il naso all’insù per il consueto spettacolo pirotecnico.
Se avete avuto modo di testare la tenuta della pista in acciaio sotto i colpi del liscio o se volete dire la vostra sulla cottura delle pietanze tradizionali degli stand, passate a raccontarci la vostra esperienza lasciando una valutazione della sagra!


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