Se esiste un posto al mondo dove l’uva Garganega non è un semplice acino ma una vera e propria reliquia da portare in palmo di mano, quel posto è Soave. Qui le colline vitate sono difese da una cerchia muraria scaligera che sembra uscita da un libro di storia medievale, svettante a guardia di una tradizione enologica che non accetta compromessi.
Durante la terza settimana di settembre, il paese intero mette da parte la solita calmo-pressione contadina e si tuffa nella Festa dell’Uva, richiamando a raccolta vignaioli, appassionati del buon calice e cacciatori di profumi veraci. Il borgo veronese si trasforma in un’osteria a cielo aperto dove la convivialità la fa da padrona tra un bicchiere di bianco fermo e una chiacchiera d’osteria tirata fino a tardi.
Il momento d’oro della domenica si gioca interamente nella centralissima Piazza Antenna con lo storico concorso delle Migliori Uve. È qui che i produttori locali portano in trionfo i grappoli più belli e curati, sottoponendosi al giudizio severo di chi il vigneto lo vive con le mani infarinate di terra e il lavoro duro delle stagioni.
Si arriva camminando in salita tra vicoli e scalinate di pietra, pronti a godersi l’evento a pranzo e a cena tra scorci panoramici e calici riempiti senza troppi complimenti. Tra un assaggio e l’altro, il tempo sembra fermarsi sotto l’ombra del castello medievale, in un’atmosfera verace dove il vino unisce tutti intorno alle panche di legno.
Se avete fatto un giro tra le mura scaligere di Soave e avete brindato con i migliori calici della zona, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della festa con le stelline!

