Quando l’afa di Ferragosto comincia finalmente a mollare la presa e la nostalgia della fine dell’estate bussa alla porta, i veneti sanno esattamente dove affogare i dispiaceri: a Passarella, deliziosa frazione adagiata lungo il corso del Piave nel comune di San Donà di Piave. Per ben tre settimane, precisamente durante la prima, la seconda e la terza settimana di settembre, il paese si trasforma in un tempio pagano dedicato al buon cibo, alla devozione popolare e al sacro rito della convivialità paesana.
Le origini di questa festa affondano le radici nella memoria storica e contadina del territorio, legandosi alla profonda venerazione per la Madonna del Colera. Questa celebrazione rievoca la protezione accordata alla comunità locale durante le epidemie del XIX secolo, integrando la solennità della tradizione con il calore tipicamente veneto del ritrovarsi a tavola.
Qui il programma gastronomico parte tutte le sere all’ora di cena con l’apertura degli stand enogastronomici, mentre per la grandiosa festa finale la cucina accende i fuochi anche a pranzo. Tra le specialità regna il sacro baccalà, proposto sia nelle versioni mantecato che in rosso, affiancato da fumanti porzioni di trippa alla parmigiana, costa e salsiccia alla griglia e fritture di calamari fritti perfette per fare da sottofondo al vino rosso del territorio.
Tra le tradizioni più popolari risplende la produzione artigianale delle celebri frittelle “Dea siora Gigia”, autentiche chicche che deliziano grandi e piccini. Non mancano attrazioni da vera sagra verace come le mostre culturali, gli spazi espositivi sul paracadutismo, il mercatino di trovarobe e l’immancabile pesca di beneficenza per tentare la fortuna tra un calice e l’altro.
Se dopo esservi rimpinzati di frittelle e aver degustato i migliori vini locali vi è rimasto ancora un pizzico di fiato per cantare sotto al palco, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

