Se c’è una cosa che fa battere il cuore sopra la pianura veneta è la certezza che, arrivato l’autunno, la devozione si trasforma subito in una gloriosa e calorica adunata di paese. A Paese, Treviso, l’appuntamento con la Sagra del Rosario è il classico esempio di come la fede parrocchiale sappia abbracciare senza timidi pudori il profumo di fritto e la tombola d’ordinanza.
Tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre, la parrocchia di San Martino diventa il campo base di un’umanità varia e famelica. Qui la tradizione recita che non c’è rosario che tenga senza una vigorosa forchettata: il programma delle uscite culinarie è un vero e proprio ottavario del colesterolo dove la polentina con boccalà alla Poesana si alterna alla grigliata mista e al risotto con la zucca. Se non vi basta, ci si mette pure la gran paella paesana a far capire che la mondializzazione è arrivata anche sotto al campanile.
L’evento si consuma principalmente a cena, tranne le domeniche in cui il pranzo comunitario raccoglie le famiglie reduci dalla messa solenne. In perfetto accordo con i sacri testi del manifesto della vera sagra, non mancano i tornei di burraco benefici, le dimostrazioni di pilates miofasciale da smaltire prima dell’unto e le mitiche serate di ballo liscio e musica country nella sala polivalente. Il vino scende a fiumi e per i conti si fa ancora finta di calcolare in lire, mentre i ragazzi sgomitano tra i tavoli con i vassoi traboccanti.
Se avete fatto un giro a Paese tra una smazzata di carte al torneo di burraco e un piatto di gnocchi alla Friulana, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

