Se l’idea di passare le torride serate di mezza estate vi evoca solo l’immagine di zanzare fameliche e asfalto rovente, c’è un piccolo avamposto di resistenza rurale nella marca trevigiana pronto a smentirvi. Presso la parrocchia di Santa Cristina di Quinto di Treviso, incastrata tra le anse del Sile, si celebra la tradizionale Festa di Santa Cristina. Una di quelle manifestazioni nate e cresciute all’ombra del campanile, dove la comunità si rimbocca le maniche per finanziare le opere parrocchiali e l’asilo del paese, trasformando il piazzale in una macchina da guerra della ristorazione nostrana.
L’evento si concentra storicamente durante la quarta settimana di luglio. La proposta culinaria non ha nulla a che fare con le porzioni microscopiche della cucina contemporanea, ma punta tutto sulla robustezza della tradizione veneta. Il re indiscusso delle prime serate è l’eccezionale e unto panino onto, una vera istituzione per stomaci d’acciaio, seguito da grigliate e proposte speciali. Una menzione d’onore va alla domenica, giorno in cui la cucina decide di sfidare le temperature stagionali servendo la leggendaria trippa fin dalle prime ore del mattino, una colazione o pranzo da veri duri della pianura.
L’intrattenimento riflette lo spirito eclettico della festa: spettacoli circensi, acrobazie, karaoke, dj set per i giovani e serate per famiglie orchestrate dal locale Gruppo Genitori. Il gran finale è affidato ai fuochi d’artificio che illuminano i campi sportivi, un rito che da decenni tiene con il naso all’insù grandi e piccini della provincia.
Se avete avuto il coraggio di testare la trippa domenicale a mezzogiorno sotto il sole di luglio o se volete svelare il segreto della cottura dei panini, lasciateci un commento e votate con le stelline la vostra esperienza!


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