C’è chi sceglie la vacanza comoda, fatta di sdraio e lettini, e chi invece preferisce arrampicarsi fin lassù, dove l’aria è sottile e la storia non fa sconti a nessuno.
A Radicofani, borgo arroccato che domina la Val d’Orcia in provincia di Siena, la seconda settimana di settembre profuma di vendemmia e di antica fatica.
Qui si corre il celebre Palio del Bigonzo, una competizione che affonda le radici nella tradizione contadina più verace.
Un tempo, finita la raccolta dell’uva, i pesanti bigonzi di legno venivano caricati sui barellino o in groppa agli asini per essere trasportati su per le ripide vie del paese.
Oggi quel gesto di quotidiana sfacchinata si è trasformato in una sfida accesa tra le cinque contrade del borgo, decise a contendersi la vittoria lungo la salita principale.
La contesa non si combatte solo a colpi di muscoli e fiatone, perché prima ancora che i bigonzi vengano sollevati, tocca agli arcieri scendere in campo.
Freccia dopo freccia, il freddo calcolo e la mira precisa determinano le posizioni di partenza, dimostrando che la tensione a Radicofani si taglia con il coltello.
Tra cortei storici, il volteggiare degli sbandieratori e i rulli dei musici locali, il paese intero compie un salto a pié pari in un Medioevo goliardico e fiero.
E quando cala la sera, la stanchezza si dissolve nelle piazze e nelle cantine delle contrade, dove i tavoli si riempiono di piatti robusti e buon vino.
Se avete occasione di assaggiare le specialità locali durante le cene di contrada, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!


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