Nella Alta Valle del Aniene, arrampicato tra i monti Lucretili e i Simbruini, c’è un piccolo borgo che una volta all’anno trasforma il carboidrato in una vera e propria religione di Stato. Benvenuti a Vallinfreda, Roma, dove la terza settimana di ottobre va in scena la mitica 31ª Sagra delle Sagne.
Qui l’arte della sfoglia è una faccenda maledettamente seria, tramandata rigorosamente dalle abili e incallite mani delle donne del paese. Le sagne, tipiche fettuccine corte e spesse della tradizione contadina laziale, vengono stese e tagliate a mano prima di finire immerse in un sugo di pomodoro e aglio preparato come Dio comanda. Un piatto d’altri tempi, povero nell’ingrediente ma di una ricchezza da far resuscitare i morti.
Il grande ritrovo è fissato per il pranzo di domenica in Piazza del Mercato, dove la sobrietà viene bandita a colpi di forchetta. Oltre alla mitica montagna di pasta, l’offerta prevede l’immancabile panino con salsiccia e verdure di stagione, il tutto annaffiato da un generoso bicchiere di rosso che fa dimenticare la salita per arrivare in cima al paese. In pieno rispetto del manifesto della vera festa di paese, preparatevi a cacciare il posto a sedere con la determinazione di un cacciatore e a condividere la panca con sconosciuti che al terzo brindisi saranno già vostri fratelli.
Se avete avuto il privilegio di affondare la forchetta in un piatto di sagne fumanti fatte in casa, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

