Tra i pascoli dell’Appennino lucano c’è una razza bovina che ha il carattere duro di queste terre e la carne che fa resuscitare i morti. A Pescopagano, abbarbicato sulla roccia dove la provincia di Potenza saluta l’Irpinia, la carne di razza Podolica e i suoi formaggi non sono un semplice ingrediente, ma un dogma. È così che prende vita la Sagra della Podolica, appuntamento fisso per chiunque voglia capire cosa significa mangiare a Km 0 senza passare per le manie della ristorazione fighetta.
L’evento si tiene tradizionalmente tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, trasformando il salotto cittadino di Piazza Regina Margherita e le vie del borgo in una gigantesca fucina a cielo aperto. Qui la filiera corta è cosa seria: ci trovate i casari che lavorano le trecce e i caciocavalli a mani nude davanti ai vostri occhi e il famoso caciocavallo impiccato che fonde sui carboni ardenti prima di colare generosamente sulla bruschetta. E per chi non vuole perdersi niente, il vassoio speciale accoppia i cavatelli al ragù lucano col peposo, per un’esperienza che mette a dura prova la tenuta dei bottoni dei pantaloni.
Oltre a rimpinzarsi di Mc Podolico e arepas, c’è spazio per la memoria contadina con la rievocazione della trebbiatura d’epoca, i giochi gonfiabili per fare sfogare i ragazzini e ben tre palchi sparsi tra via Zanardelli, via XX Settembre e la piazza principale con un mix di taranta, balli caraibici e fisarmoniche.
Se siete passati da Pescopagano a farvi scottare la lingua dal caciocavallo impiccato o avete partecipato alle danze, lasciateci un commento e votate la sagra con le vostre stelline!

