Non spiegate la pagliata come farebbe il Marchese del Grillo alla contessa francese!
ABagnaia, frazione perugina che di solito gode della pace delle colline umbre, le cose cambiano radicalmente a cavallo tra la fine di luglio e la prima metà di agosto. È qui che prende vita la Festa D’Estate – Sagra della Pagliata, un presidio di resistenza gastronomica che trasforma il paese in una gigantesca oasi per stomaci forti.
La faccenda ruota tutta intorno alla pagliata (o pajata, per chi mastica il dialetto dei cugini romani), un piatto che non ammette mezze misure: o si ama alla follia o si guarda con sospetto. Parliamo dell’intestino tenue del vitellino da latte, pulito con cura ma non svuotato, in modo che il chimo interno durante la cottura crei quella cremina densa, saporita e indimenticabile. Un ingrediente povero che la sapienza contadina ha elevato a opera d’arte, tradizionalmente sposato con i rigatoni o servito in umido, capace di dare una scossa di energia anche alle serate più afose.
L’organizzazione mette in piedi ben dieci serate consecutive dove l’ansia da prestazione cittadina scompare: il motto locale promette infatti di far mangiare bene i visitatori senza l’incubo di file chilometriche e stress da parcheggio, il che è già un mezzo miracolo per gli standard estivi. Tra una forchettata e l’altra, le serate si animano con orchestre dal vivo, musica per tutti i gusti e il classico baccano da festa paesana. Per la chiusura domenicale è prevista persino una novità speciale chiamata Tropik, un tocco esotico per rinfrescare gli animi dopo tanta sostanza.
Visto che la cottura della pagliata è un’arte sottile che richiede tempo e polso fermo, se siete riusciti a ripulire il piatto senza lasciar traccia del sugo, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!


Valuta e segnala