In quel di Todi, Perugia, i tuderti prendono le cose terribilmente sul serio, specialmente quando si tratta del loro antico Defensor Civitatis e delle frecce scagliate ad altezze vertiginose. Quando si accende La Disfida di San Fortunato, la tranquilla rocca umbra archivia la modernità per rituffarsi a capofitto nel Medioevo più verace e bellicoso, dove il ronzio delle macchine lascia il posto al rullare sordo dei tamburi e al sibilo degli archi.
Tra le pietre severe di Piazza del Popolo non troverete l’ennesimo buffet per palati fighetti, ma un’incursione storica vera e propria. Qui si consuma il sacro e il profano: dal giuramento del Podestà alla stesura del solenne Istromento di Sottomissione, dove le delegazioni dei paesi vicini calano a portare omaggio. Il tutto con un contorno spinto di mercati in stile d’epoca, falconieri con rapaci al pugno, cortei in abiti d’un tempo e duelli a contatto pieno curati dalla Compagnia della Ruggine. C’è pure la moneta portafortuna coniata sul momento, perfetto amuleto per propiziarsi la sorte prima di affrontare le pendenze del colle.
Il momento d’oro della festa resta il leggendario Palio dell’Aquila e la disfida vera e propria, che vede oltre 160 arcieri disputarsi la gloria a colpi di frecce ben piazzate. Non mancano gli accampamenti militari dei legionari e le acrobazie col fuoco, perché a Todi se non c’è un po’ di sana goliardia contadina e rievocativa non si va a dormire contenti. Le taverne e gli stand del mercato rurale offrono il meglio dei prodotti locali, da gustare rigorosamente a cena e nei lunghi pranzi del fine settimana prima di rimettersi in cammino lungo i saliscendi della città.
Se vi siete arrampicati fin sulla torre per godervi lo spettacolo, o se avete assistito al tiro degli arcieri con un boccale di vino in mano, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

