Nel reticolo laborioso della bassa padovana, dove la nebbia invernale cede il passo a un’estate fatta di zanzare grandi come elicotteri e passioni terragne, Trebaseleghe si trasforma nel quartier generale della carboidrata resistenza. Appena fuori dal centro, tra i campi che profumano di terra mossa e granturco, la 842ª Fiera dei Mussi raccoglie la nobile eredità di una tradizione che affonda le radici addirittura nel secolo XIV, un appuntamento che non ha alcuna intenzione di chiedere scusa per la quantità di brio e folclore che circola tra le bancarelle. Dimenticate le raffinatezze da bistrot metropolitano: qui l’asino non è un vezzo da chef stellato ma un glorioso simbolo di sopravvivenza agricola e mercantile, celebrato con una dedizione che rasenta il misticismo pagano e la fiera bestiale.
La manifestazione accende i fuochi rigorosamente a cena a partire dalle 19:00 presso lo stand gastronomico dell’Antica Fiera dei Mussi in Piazzale E. Fermi, offrendo un rifugio sicuro per chiunque voglia dimenticare la dieta prima di settembre. Per chi non si accontenta delle ore serali, l’organizzazione raddoppia la posta aprendo i battenti anche a pranzo in alcune giornate clou, offrendo l’occasione perfetta per rovinarsi la digestione in piena regola. Tra un trionfo di trippa mattutina, sfilate di trattori d’epoca, rievocazioni dell’antica trebbiatura e risate sguaiate sotto le stelle della pianura, la fiera si svolge regolarmente durante la fine del mese di agosto e la prima settimana del mese di settembre, precisamente dal 28 agosto all’8 settembre 2026, con il clou fissato per il 7 settembre. Se avete avuto la fortuna di testare la resistenza del vostro fegato a colpi di piatti tradizionali e sfilate di autorità, fateci sapere come è andata, lasciando una valutazione della sagra!

