Nel cuor dell’autunno maceratese, quando l’aria si fa frizzantina e lo stomaco reclama ristoro vero, ad Appignano scatta quell’atavica urgenza di mettersi a tavola senza troppe cerimonie. A Leguminaria la parola d’ordine è una sola: carboidrati complessi e convivialità allo stato puro. Dimenticate le posate d’argento e i piatti dal design pretenzioso; qui la tradizione impone di affondare il cucchiaio in veri e propri capolavori di terracotta locale, colmi fino all’orlo di ceci, fagioli e lenticchie cucinati secondo le ricette delle nonne.
Il borgo si trasforma in un vero e proprio tempio della cultura contadina, dove l’odore dei legumi in umido si fonde con la maestria dei vasai. La vera magia avviene nelle tradizionali cantine del centro storico: ci si infila sottoterra per mangiare e bere in compagnia, scoprendo che una scodella di fagioli e un bel bicchiere di rosso curano qualsiasi male dell’anima. Tra le viuzze non mancano la rassegna CeramicAppignano e la mostra mercato BorgoCeramica, perché tra un boccone e l’altro un po’ d’arte rurale ci sta sempre bene.
Come insegna il manifesto della festa autentica, si viene qui a pranzo e a cena per godersi il baccano, la musica dal vivo e i giochi dedicati ai più piccoli. Si paga poco, si mangia tanto e si torna a casa con la pancia piena e le scarpe felicemente impolverate. Se avete avuto la grazia di svuotare la vostra ciotola di legumi nelle cantine di Appignano, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

